Il ritratto

Uno dei campi della fotografia da cui tutti prima o poi ci facciamo tentare è la fotografia di ritratto: dal ritratto in studio, foto di posa, ritratto ambientato passando anche per la street photography per scatti rubati, le possibilità creative di questo genere fotografico sono tantissime. Ciò che dona forza ai ritratti e che ci fa apprezzare anche il volto di uno sconosciuto è la capacità di raccontare una storia: il soggetto di un ritratto ben fatto non è più una persona qualunque, ma un personaggio, il protagonista di una storia che ci sta comunicando qualcosa.

Fare un ritratto significa essenzialmente rendere in immagine l’animus, l’essenza di una persona, ma non solo. Sono senza dubbio necessarie competenze tecniche ma ciò che contribuisce maggiormente alla riuscita di uno scatto è la sensibilità del fotografo: è importante imparare ad osservare i soggetti che vogliamo fotografare, capirne i gesti, i movimenti, la mimica facciale, tutto per riuscire a indovinare la personalità di chi ci è di fronte. Lo sguardo indagatore del fotografo unito al trovarsi di fronte all’obiettivo provocano spesso in chi vogliamo fotografare timidezza e imbarazzo, portando inevitabilmente a pose forzate e a poca naturalezza nei gesti. L’abilità del fotografo è anche riuscire a far sentire a proprio agio il soggetto dandogli la fiducia, rendendolo partecipe degli scatti che intende realizzare, dandogli la consapevolezza di una storia da narrare.

Oltre ad esprimere il soggetto fotografato un buon ritratto ha qualcosa di insostituibile e che ne costituisce la forza e la poesia: il punto di vista del fotografo. Essere consapevoli di cosa pensiamo, della nostra percezione di chi ci è di fronte, riuscire a riassumere in un immagine il nostro protagonista e le emozioni che ci trasmette è quello che fa la differenza tra lo scattare semplicemente una foto e quella di fare una Fotografia con la “F” maiuscola.

Sara De Rossi

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