La Via Lattea, la ricerca di un sogno

Questo percorso l’ho iniziato non molto tempo fa! Trovare la Via Lattea e portarne un pezzo via con me!

Non avendo la possibilità, almeno per ora, di andare chissà in quale posto meraviglioso e remoto del globo ho cercato di fruttare, per quanto possibile, le meraviglie attorno a noi!

In questo primo articolo parleremo di alcuni principi per fotografare la via lattea in zone poco “scure”, con non poca luce artificiale ed utilizzando uno degli obiettivi più luminosi. Le tecniche espresse non sono rigide e si può benissimo adattare il tutto in base alla propria attrezzatura. Vedremo poi nei prossimi articoli come evolvere la ricerca fotografica e varie situazioni affrontate in modo diverso. Il tutto è frutto di tecnica ma anche di arte ed interpretazione personale dell’astrofotografia.

Ora posso dire con certezza che la Via Lattea è sempre presente e anche se non la vediamo la nostra macchina fotografica (fedele amica e compagna di avventure) la vede. La si può trovare ovunque, anche in luoghi a 0 metri di altitudine. Certo, prerogativa assoluta è l’assenza o comunque poca presenza di luce artificiale.

Le foto seguenti mostrano la Via Lattea ad Ostia Lido (RM). In una spiaggia non molto remota dalla piccola città, ma comunque con scarsa luce artificiale.

Dopo attenti e lunghi studi del fenomeno una notte d’estate si avverarono le intuizioni.

Cosa ci serve per scattare la via lattea?

Fondamentalmente pochi ma importantissimi strumenti!

  • Treppiede, fondamentale! Robusto e resistente, c’è in gioco la nostra macchinetta fotografica e la buona riuscita della foto.
  • Obiettivo grandangolo luminoso, almeno f/2.8 (in queste foto ho utilizzato un Samyang f/2.8 Manuale). Ma possiamo anche utilizzare altri obiettivi. Per questo articolo ho utilizzato il Samyang. (nei prossimi articoli mostrerò come utilizzare anche altri obiettivi).
  • Telecomando controllo remoto
  • Torcia per muoversi nel buio.
  • App per cellulare per aiutarci ad individuarla prima di scattare (se non dovesse essere visibile ad occhio nudo), oppure, in assenza, puntare verso sud o sud-ovest.

D’estate è molto più visibile che d’inverno, ma comunque è presente sempre. Dalle 10.30 in poi inizia a “sorgere” a sud per poi spostarsi a sud-ovest di pochi gradi. Fino alle 3.30 di notte la si vede bene…Dopo è consigliabile prepararsi per fotografare l’alba!

Consiglio vivamente di osservare il meteo, le fasi lunari (meno luna c’è meglio è, ancor meglio se non è presente).

In posto produzione il nostro RAW potrà risultare poco dettagliato e con molto rumore. La tecnologia ci aiuta e senza esagerare con alti contrasti, bilanciamenti del bianco, ombre e luci possiamo tirare fuori qualcosa di magico.

Per le impostazioni di scatto la regola dei 600 ci viene in soccorso. Ma comunque possiamo aggiustare i parametri come meglio crediamo per ottenere il nostro sogno! Io, ad esempio, negli scatti seguenti ho osato ed ho aumentato il tempo di scatto per evitare di non riprendere la via lattea data la considerevole quantità di luce artificiale presente. Generalmente può essere un punto di partenza ma, senza esagerare, possiamo anche cambiare i nostri parametri. Il risultato finale è la cosa più importante.

Dividiamo per la lunghezza focale utilizzata il numero 600. Se ho un obiettivo 50mm scatterò in 600/50, ovvero 12 secondi. La regola così descritta vale per fotocamere Full Frame. Se abbiamo fotocamere APS-C dividiamo ulteriormente per il fattore di CROP (1.6 CANON, 1.5 NIKON). Questo per evitare il mosso delle stelle (utile in caso di uno Startrail! Che analizzeremo successivamente). Impostiamo ISO 800, 1600 e scattiamo alla massima apertura del diaframma.

Queste tecniche possono essere anche un po’ cambiate in base al risultato artistico che si vuole ottenere. Il mio approccio spesso tende, in base alle situazioni ed al risultato personale che voglio ottenere, a cambiare qualcosa. La cosa importante è provare e provare. In base a tanti fattori, come anche la fotocamera in nostro possesso, i parametri possono essere diversi per risultati migliori.

Per la composizione suggerisco di inserire un oggetto nella foto, un albero, un mulino per creare il nostro movimento!

In questo articolo vi ho voluto mostrare il mio primo risultato, raggiunto tempo fa, fotografando la via lattea. Nei prossimi articoli andremo avanti con il percorso che ho iniziato mostrandovi diverse situazioni e ambienti e quindi diverse impostazioni della nostra fotocamera. E non solo, anche diverse espressioni personali artistiche.

Nelle foto seguenti il tempo di scatto (possedendo una macchina APS-C) sarebbe stato di 26/27 secondi. Ma avendo una situazione di luce artificiale poco favorevoli ho allungato il tempo a 30 secondi. Scostamenti di questo tipo non hanno scoraggiato il risultato.

  • astrofotografia_Ostia Lido, ISO 1600, 30 sec, 14 mm f2.8_2
  • astrofotografia_Ostia Lido, ISO 1600, 30 sec, 14 mm f2.8_1

 

Foto 1 e 2 La via Lattea a Ostia!

  • Ostia Lido, ISO 1600, 30 sec, 14 mm f/2.8
  • Ostia Lido, ISO 1600, 30 sec, 14 mm f/2.8

Antonino Scordo

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