MAAM – Museo dell’altro e altrove – Metropoliz

Questa è la storia della fabbrica del salumificio Fiorucci sulla via Prenestina a Roma, che dopo circa 10 anni di disuso e abbandono rinasce a nuova vita tramite un occupazione .

Nel 2009, I blocchi Metropolitani sostengono l’occupazione della struttura da parte di 60  nuclei familiari. Tra di loro ci sono italiani, sud americani, africani, e per la prima volta rom.

L’occupazione proprio di quella fabbrica nasce con due scopi iniziali: risolvere problemi abitativi e come atto dimostrativo contro un colosso delle costruzioni come Salini.

Cominciano a renderlo vivibile, lo ripuliscono, smaltiscono l’amianto, fanno gli allacci ad acqua e luce.

Nel 2011 le stesse associazioni al fine di rendere il luogo in armonia con le necessita sociali e culturali del territorio, cominciano a proporre progetti e petizioni.

A questo rispondono un antropologo e un film maker, G. De finis e F. Boni, che realizzano un documentario sull’occupazione mediante la metafora del viaggio degli abitanti sulla luna “Space Metropoliz“.

Per un mese fervono attività per la realizzazione di questo progetto e alcuni artisti di street art intervengono a sostegno.

Finito il progetto pero gli artisti continuano ad arrivare incrementando le opere e al  momento se ne contano piu i 400.

Nasce quindi il Maam , la città meticcia, il museo vivente a sostegno dell’occupazione , occupazione che protegge e sostiene l’arte.

La caratteristica di questo museo e la sua lontananza dal centro il suo vivere ai margini della città, la sua totale mancanza di fondi e che provvede tramite autofinanziamento di chi lo visita.

In questo luogo magico e meticcio e facile incontrare gli abitanti, vedere giocare i bambini sentire gli odori e i profumi delle cucine.

Un museo che cambia il territorio e la visone dell’arte. Il mettere persone a vivere dentro a un museo non era mai stato ideato prima. Infatti risulta il primo esperimento del genere.

Diventato famoso in tutto il mondo dove arrivano da ogni luogo per visitarlo , girare documentari o  fare workshop filosofici, sociologici, antropologici o artistici.

Molte le opere ivi contenute realizzate dai maggiori artisti contemporanei  di arte e street art italiani e internazionali:

Lucamaleonte, Diamond, Borondo, Kobra, Pistoletto, Cancelletto, Hogre, Solo, Moby dick, Alice Pasquini, Mr kevra , Stefania Fabrizi, Aladin e molti altri.

Ma il Museo dell’altro e dell’altrove di Metropoliz è in continua trasformazione , ogni volta si aggiungono opere.


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