Prima di tutto

La nostra macchina fotografica reflex, anche non recentissima, è uno strumento eccezionale. Pensateci: ci permette di catturare immagini in qualunque momento, si qualunque. Vi sono però accorgimenti da adottare, linee guida da seguire e tanti suggerimenti per far si che la nostra idea di foto sia buona in primis per noi stessi ma anche per chi la osserva. Come si può ottenere tutto ciò?
Tralasciando, dunque, il messaggio fotografico che vogliamo trasmettere e la composizione dello scatto (intesa come collocazione di vari elementi nel fotogramma), in questa serie di articoli cercheremo di capire assieme dapprima i fondamentali per poi affinare, passo dopo passo, la riuscita del percorso riguardante la fotografia che abbia come principale interesse, quello di raffigurare il cielo notturno e quindi: stelle, luna ma anche la cosidetta blue hour, la via lattea etc etc. Fondamentale sarà l’ utilizzo della nostra reflex in modalità M (Manuale). Si, saremo noi a dover far tutto, tutti gli automatismi della nostra macchina li lasceremo ad altri tipi di fotografia. Perchè?
La reflex è in grado di fare delle misurazioni e delle autoregolazioni ma al calar della luce tutto ciò diventa difficile se non impossibile. O quasi. Ecco perchè esistono i comandi manuali! è come se fossimo bendati e, non avendo le mani per poterci togliere la benda, chiedessimo aiuto a chi le ha: questa è la condizione in cui la reflex si trova con scarsa luce. Quindi noi prenderemo il totale controllo agendo su: fuoco, diaframma, tempi, scala ISO. Come si fa?
Tutto inizia dalla ghiera della nostra reflex, ruotiamola fino ad impostare la lettera M e disinseriamo l’ autofocus (da AF a MF, il tastino solitamente si trova a bordo ottica o nei pressi della baionetta, comunque individuabile come AF-MF).
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Approfondiremo meglio, nel percorso, i punti elentcati sotto:

  • Messa a Fuoco: esistono diversi metodi ma, a mio parere, il più efficace è il metodo della messa a fuoco in Live View (da ingrandimento tramite schermetto).
  • Controllo diaframmi: il diaframma è quella serie di lamelle poste all’ interno dell’ obiettivo che, così come per la retina, si chiude o si apre a seconda dell’ intensità di luce. Riguardo la fotografia notturna, la luce sarà sempre meno perciò si tenderà ad aprire il diaframma fino alla sua apertura massima (es: ƒ/3.5 in obiettivi standard 18/55).
  • Tempi di esposizione: questa impostazione è inversamente proporzionale alla quantità di luce. Prendiamo un secchio e riempiamolo con dell’ acqua: noi regoliamo il flusso di luce tramite il diaframma così come regoliamo il flusso d’ acqua dal rubinetto. Il secchio sarà pieno nel più breve tempo possibile a rubinetto spalancato, occorrerà più tempo a rubinetto semichiuso.
  • Scala ISO: la scala ISO non è nient’ altro che la stessa cosa del volume dell’ autoradio. Il segnale (luce) arriva alla radio (sensore) ma giriamo una manopola (o schiacciamo dei pulsanti) per aumentarlo o diminuirlo. Se troppo basso sentirete poco, se troppo alto sentirete tutto distorto. è bene quindi usare il volume adatto per un buon ascolto, stesso discorso per la scala ISO.
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