Street art in Europa e in Italia

Una svolta nel campo del graffitismo europeo si ebbe a Parigi negli anni ’90, con artisti quali Stak, Andrè, Honet e altri. I graffiti influenzano la grafica pubblicitaria, le campagne di marketing, il gusto di migliaia di persone.
Intorno al 2000, tra Francia, Inghilterra, Spagna, Finlandia e Italia, si assiste a qualcosa di nuovo e differente per le strade; numerosi creativi (artisti, fotografi, poeti, graffitari) iniziano a proporre lavori su manifesti, normografi o vernice traducono la loro esigenza d’espressione in una tensione costante verso la comunicazione di massa e la partecipazione del pubblico al senso dei propri interventi.
secondo articoloUno dei piu attivi e famoso fu e rimane Banksy, attivo già a Londra nei primi anni del 2000. Egli ha estrapolato e diffuso più di chiunque il concetto di arte stradale: decorazioni a spray immediatamente traducibili e trasversali rispetto alla società che comunicano tematiche sociali quali la necessità di libertà d’espressione, il pacifismo, la brutalità della repressione poliziesca, la conformità della morale a regole di sola facciata, l’antiproibizionismo e il rispetto della libertà sessuale e di coscienza.
L’arte urbana italiana ha raggiunto una notorietà europea dai primi anni duemila, con l’emersione di tre scuole riconducibili a Milano, Bologna e Roma.
La prima tra le tre si concentra su una massificazione degli interventi per intercettare un pubblico il più vasto possibile, con decorazioni di piccola e media grandezza, sempre in grave contrasto con la municipalità e il governo della città.
La seconda ha sviluppato invece uno stile che rende massiccia ogni decorazione più che una serialità serrata di interventi per le strade, che passano talvolta in secondo piano rispetto a fabbriche e aree metropolitane dismesse.
26012015-blu (2)Roma ha la sua importanza per quanto riguarda la tecnica normografica, grazie a Sten & Lex, attivi dal 2001 e considerati tra i pionieri dello”stencil graffiti” in Italia.
A Milano cominciò ad essere attivo Ozmo che propose primi interventi a livello nazionale già nel 1999.
Della scuola bolognese, nonché particolarmente indicativi rispetto alle esperienze stilistiche e pratiche sopracitate, sono Blu, artista di strada ormai di fama mondiale, Ericailcane, il cui immaginario che ibrida uomo e animale l’ha portato ad essere anch’esso uno dei più noti artisti di strada italiani nel mondo, ed Eron, attivo dagli anni novanta tra Rimini e Bologna è stato eletto miglior artista di strada italiano dalla rivista specializzata AL magazine ed ha esposto le sue opere in vari musei e gallerie nel mondo
Negli ultimi anni l’arte di strada si sta evolvendo molto e accanto alla ormai forma dipinta, si stanno proponendo forme diverse di arte di strada.
Nel 2014 l’arte di strada italiana è stata tema di una mostra allestita presso l’Italian Cultural Institute di New York. La mostra ha presentato il lavoro e il percorso creativo autoriale e personale di una generazione di artisti caratterizzati da una forte presenza urbana e dal tentativoo di stabilire un dialogo tra avanguardie artistiche: Agostino Iacurci, Aris, BR1, Cyop&Kaf, Dem, Eron, Hitnes, Sten & Lex, Ufo5, 2501.
Sono passati anni dai primi ostacoli burocratici ed istituzionali che queste forme organizzative hanno dovuto superare man mano che la società italiana si accorgeva dell’immenso capitale culturale che poteva essere capitalizzato dai movimenti dei graffiti e della street art. Oggi in ogni grande città sono stati promossi progetti di lungo periodo patrocinati da prestigiosi enti pubblici e privati; è il caso del Comune di Roma, del Comune di Torino, della Regione Campania e tanti altri ancora.

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