Sul campo

Ed eccoci dunque pronti: abbiamo viaggiato per km, lontano da luminosissime cittadine, da strade trafficate, abbiamo trovato il posto! La notte è perfetta, l’ umidità contenuta, le batterie sono cariche, le prospettive sono inquadrate e l’ attrezzatura perfettamente posizionata per il nostro scopo, le aspettative sono altissime e la voglia di avere lo scatto per lo meno decente… ancora di più!

Pronti? Via, scatto… display nero.

Cosa è successo?

Ovviamente ora dobbiamo mettere a punto tutto quello che abbiamo letto ed appreso nei precedenti articoli: come scritto nell’ articolo “PRIMA DI TUTTO”  è necessario che la macchina sia totalmente settata in “M” (manuale) di modo che possiamo gestirla in maniera indipendente e decidere così le perfette impostazioni per la nostra immagine. Entreremo ora nel vivo dei punti elencati nel primo articolo.

MAF e DIAFRAMMA: tralasciando i vari tipi di Messa A Fuoco, concentriamoci sul metodo da Live View (ingrandimento da display). Come si fa? Cercate la stella più luminosa nel vostro scenario e puntatela con l’ obiettivo. Tramite il tasto apposito da Live View (LV o “Tasto Rosso”) dovreste ritrovarvi la stella riprodotta nel display… badate bene: la lunghezza focale dev’ essere al minimo (es: per un 18/55 a 18mm) e il diaframma a tutta apertura, di modo da facilitare il tutto e catturare quanta più luce possibile. Fatto questo, con molta pazienza ora, quel puntino visibile sullo schermo deve essere messo a fuoco: ingrandiamo digitalmente l’ immagine dal corpo macchina tramite ghiera o tasti “lente + -” fino al valore massimo dopodichè con estrema dedizione e pazienza dovremo mettere a fuoco la stella di modo che essa sia quanto più regolare possibile! Non un alone sfocato, non un puntino con aberrazioni cromatiche ma qualcosa quanto più simile possibile a una piccola bruciatura di bianco… un vero puntino bianco insomma. Il diaframma teniamolo aperto, resterà utile così per la fase di scatto.

TEMPI D’ ESPOSIZIONE: quale tempi utilizzare? Per quale scopo? Vogliamo ricreare l’ effetto trail (scia) delle stelle o vogliamo un effetto congelato (cielo stellato puntiforme) ?

Partiamo dalla situazione più semplice ed interessante: rappresentare il corpi celesti in modo puntiforme. Esiste una regola a riguardo, denominata regola del 600. Cosa è 600? Perchè proprio 600? A cosa serve?

La regola del 600 è una regola in cui si pone una costante fissa (600) e viene suddivisa per il numero di mm utilizzati per la nostra fotografia (es: 18/55 = 18mm) e, SE PROVVISTI DI REFLEX APS-C, suddividere il risultato per il fattore crop del sensore montato dentro la nostra reflex (Pentax – Nikon – Fuji = ~ 1,5 ; Canon = ~ 1,6 ; Canon APS-H = ~ 1,3).

La risultante di questa operazione sarà il nostro TEMPO D’ ESPOSIZIONE, riassumendo per esempio:

600 : 18 = 33.333 …. : 1,5 = 22,222 … <—– il tempo d’ esposizione max sarà 22 / 23 secondi.

Più avanti, nei prossimi articoli, analizzeremo meglio questa formula e le sue varianti anche rispetto ad altre tecniche abbinate e ad ottiche utilizzate (diverse focali = diverso risultato in tempo e quindi anche in risultato finale d’ immagine).

VALORE ISO: un altro valore importantissimo è il valore ISO da utilizzare. Per Reflex Full Frame si può tranquillamente salire fino ad iso 3200 senza grossi problemi di definizione d’ immagine – perdita qualità – disturbi aggiuntivi. Per quanto riguarda le Reflex a sensore ridotto il discorso cambia: specie nelle Reflex non proprio recentissime, si hanno dei grossi vincoli riguardo questa scala ed è fortemente consigliabile restare nel range dei valori 800 – 1600. Quale valore migliore fra quelli tra 800 e 1600? Lo scopriremo solo scattando, la prima volta sarà una vera e propria sperimentazione. Consiglio di scattare ad ogni valore possibile e di analizzarlo in uno schermo grande, al pc per esempio, per confrontarli e decidere in seguito quale impostazione è meglio tenere come riferimento. Non preoccupiamoci se le immagini non sono subito come quelle che vediamo in internet, con le stelle belle luminose e tutto ben definito… è normalissimo, le immagini di questo tipo subiscono sempre un minimo di sviluppo e post produzione (talvolta veramente estrema). Ovviamente se la vostra reflex lo permette, poi, potrete anche provare e valutare valori che si discostano anche molto da questi riportati. Sta poi a noi decidere a seconda della nostra attrezzatura e del nostro volere riguardo il risultato finale.

Bene, ora riassumendo, siamo nuovamente pronti, riposizionati: pronti? Via… scatto… hmmmmm si vede qualcosa, si!! Però non è che sia così entusiasmante!

Ebbene QUESTO articolo 6 è il risultato che si ottiene normalmente, uno scatto BASE buono e lavorato, ossia quel qualcosa che abbiamo intravisto post scatto. Quello che ne segue è un’ articolazione fatta davvero di tante congetture che analizzeremo poi nei prossimi articoli.

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