Astrofotografia di base

Astrofotografia di base – 1° parte
a cura di Federico Masci.


Astrofotografia di base:

Per iniziare sarà sufficiente una qualsiasi macchina fotografica che possa essere utilizzata in modalità completamente manuale ( ISO, diaframma, tempo di esposizione ) con un obiettivo grandangolare luminoso ( f 3.5 o più ampia ).

L’ausilio di un treppiedi abbastanza stabile è necessario ed è inoltre consigliato l’utilizzo di un telecomando per lo scatto remoto ( o autoscatto ) per evitare vibrazioni che possano introdurre micromosso nella nostra foto.

Per evitare spiacevoli sorprese controllare condizioni meteo, tasso di umidità e bassa pressione.

L’utilizzo di un’applicazione per cellulare come Stellarium  ( o qualsiasi mappa stellare ) può aiutarci a localizzare gli oggetti che vogliamo fotografare, soprattutto se siamo alle prime armi, e ci permetterà di visualizzare in tempo reale il moto dei pianeti e delle stelle.


 

È’ fondamentale curare la messa a fuoco! Attiviamo il live view, puntiamo la stella più luminosa e, tramite zoom digitale, mettiamo a fuoco.

Altro parametro fondamentale, a meno che non si voglia ottenere uno startrail, è il tempo di scatto. C’è una piccola regola da poter seguire per avere stelle puntiformi ed è nota come “regola del 500”.

Se Ω è la nostra lunghezza focale, il calcolo sarà:

tempo di scatto (s) = 500 / (  Ω  x  1.5 )

E’ bene sapere che ci sono degli appositi strumenti capaci di compensare il moto della terra sui quali, in base alla portata, possono essere montate macchine fotografiche o telescopi.

Infine, dovremo dare un’occhiata alle fasi della luna: più sarà luminosa, meno segnale raccoglieremo. E’ sempre bene scattare foto in un intorno di due tre giorni rispetto alla luna nuova, a meno che la luna non sia il vostro soggetto principale.

Cosa possiamo fotografare:

Quando parliamo di astrofotografia a largo ( larghissimo ) campo, gli oggetti a cui possiamo puntare sono la via lattea, passaggi ISS, meteore, startrails e luna.

Per fotografare la via lattea utilizzeremo parametri che saranno funzione della qualità del cielo sotto cui stiamo scattando. Nel seguente esempio ho utilizzato 3200 ISO, 25 secondi, f 2.8, ma non è raro utilizzare sensibilità ISO fino a 10000, ma dovremo avere una macchina molto performante in questo caso.


Foto scattata presso Valpiana, durante attività di rilevazione con Astronomitaly.

Per le meteore useremo gli stessi parametri utilizzati per la via lattea, magari riducendo la sensibilità ISO per introdurre meno rumore nella foto ( 800 – 1600 andrà bene ) e chiudendo il diaframma fino ad un massimo di f4.

 

Foto scattata presso Sauris, durante attività di rilevazione con Astronomitaly.

Questo tipo di fotografia sfrutta il movimento della terra. In questo caso siamo obbligati ad utilizzare un telecomando di scatto remoto poiché non dovrà esserci nessun intervallo tra uno scatto e il successivo; in caso contrario otterremmo traiettorie tratteggiate e non continue.

Setteremo la macchina fotografica  su “scatti in sequenza” con gli stessi parametri utilizzati per le meteore e tramite “stratrails.de”, un apposito programma gratuito, otterremo la nostra foto.


Foto scattata presso Malga del Doss, durante attività di rilevazione con Astronomitaly.

Per la luna l’unico accorgimento, per evitare il mosso, sarà quello di usare tempi di scatto con un minimo di 1/125 s. L’oggetto in questione è molto luminoso quindi, a seconda della fase in cui si trova, supereremo difficilmente gli 800 ISO e imposteremo diaframmi compresi tra f6 – f11.

Eclissi di penombra. Foto scattata presso Nazzano.

Ora il mio consiglio è quello di uscire e iniziare a cimentarvi nei vostri primi scatti sotto le stelle.

Naturalmente, se avete dubbi e domande aspetto i vostri commenti nell’articolo.

Federico Masci.

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