Passeggiata street art nel parco del Santa Maria della Pieta’ di Roma

 

Il Santa Maria della Pietà, come gli altri manicomi italiani, ha per decenni internato i malati come previsto dalla legge Giolitti del 1904: i malati di mente erano un pericolo e un problema; andavano rinchiusi, colpevoli del loro male.

All’epoca pensato come un manicomio villaggio era considerato , con i suoi 130 ettari,  il piu grande d’Europa capace di ospitare fino a 1000 pazienti. Fu chiuso ufficialmente nel 1999.

Attualmente alcuni dei padiglioni dell’ex manicomio ospitano le strutture dell’ASL Roma E.


Quando si arriva di fronte al cancello di ingresso, ciò che si osserva può sembrare un parco di Roma come altri: una fontana, alberi, angoli belli alternati a zone poco curate. Molti padiglioni sono abbandonati e con ancora le grate alle finestre, intorno ad altri padiglioni rimangono invece resti di vecchie recinzioni che affiorano dall’erba alta; guardando i fabbricati più grandi che costituiscono l’asse centrale della pianta circolare del parco, si vedono ciminiere stagliarsi contro il cielo.

Sono queste le testimonianze silenziose di ciò che era il Santa Maria della Pietà.  

In questo luogo di sofferenza nasce un Progetto di street art ideato dallo scrittore Maurizio Mequio e realizzato dagli artisti di Muracci Nostri, con l’autorizzazione e il supporto della ASL Roma E.

Viene denominato “Caleidoscopio”, proprio per vedere e scoprire il bello che c’è anche all’interno di un luogo che per molto tempo è stato caratterizzato solo da storie di dolore e sofferenza.

Mequio, in arte “Poeta del Nulla“, dopo aver portato la street art nel periferico quartiere di Primavalle, ha proposto questa volta un progetto di riqualificazione artistica e culturale per i grigi muri dell’ex manicomio provinciale, che si tingono così di nuove forme e colori.

Un lavoro durato piu di tre mesi che vuole lasciare una traccia indelebile nella storia di un posto segnato dalle sofferenze. Hanno partecipato artisti nazionali e internazionali, ai quali è stato chiesto di  riuscire con la loro sensibilità a fare quello che ancora nessuno era riuscito a fare: trasformare l’ex Manicomio di Roma in un parco.

Tanti gli artisti presenti per 30 e piu muri :

Gomez, Jerico, Atoche, X, Sgarbi, Roncaccia, Loiodice, Lommi, Durelli, Beetroot, Gore, Chew Z, Alvarez, Lus57, Cutrone, Russo, Farinacci, Pirone, Kenji, Zinni, Lenzi, Fast, poeta del nulla, Carpino, Sbordoni, Sabellico, Carletti, Drao, Noire, Leone, Moby Dick, Pino Volpino, Giuliacci, i Pat, sono gli autori del nuovo volto del Parco.

Sui muri si possono vedere stili e opere diverse : mani che si incontrano, omaggi e riferimenti a Goya, Schifano, Sofocle, Bacon, Merini, ma anche ai bambini di domani, Pinocchi di vario genere e significato.

Tra loro, Luis Gomez (presente con un intervento su quattro muri) ha lavorato insieme agli utenti del Centro Diurno Socio Sanitario per pazienti psichiatrici “Il Bambù” e alla Comunità per disabili “Fuori dal tunnel”. Un altra artista,  Monica Pirone, invece, ha collaborato  con alcuni ragazzi dell’Istituto Penitenziario Minorile della struttura riabilitativa residenziale “Macondo”. 

L’entrata al parco è gratuita, tutti i giorni dalle 7 alle 18 e d’estate dalle 7 alle 20.

Piazza Santa Maria della Pietà, 5

Ingresso Libero


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